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“Devi conoscere quello che bevi !“
Fasi Principali della Produzione della Birra:
Per produrre la birra, necessitano quattro principali elementi:
orzo, acqua, luppolo e lievito.
Orzo: I migliori orzi si coltivano nell’Europa centrale ed occidentale e viene prediletto quello seminato in primavera, che dà chicchi più grossi ed un livello di umidità più basso. Le qualità di orzo esistente ne sono molte, ma solo tre sono utilizzate per la produzione della birra e, sono: l’orzo distico, tetrastico ed esastico. Si chiama distico quando la pianta produce due chicchi d’orzo, tetrastico quattro chicchi e sei se esastico.
Acqua: L’acqua è un elemento molto importante nella produzione della birra, essa infatt i non è acqua qualunque! Le fabbriche di birra solitamente sorgono in corrispondenza di sorgenti o torrenti incontaminati ed alcune in presenza di antichissimi pozzi artesiani. Queste acque devono essere ricche di sostanze minerali ed organiche, microrganismi come batteri, lieviti ed altro ancora. es. non è buona l’acqua distillata che è priva di tuffi quei microelementi.
Luppolo: Il luppolo dà alla birra il classico gusto amaro, è una grande pianta rampicante che si trova nei climi temperati. La pianta produce fiori maschili e
femminili, quest’ultimi utilizzati per la produzione della birra. Essi contengonb una sostanza chiamata luppolina che è come una polvere giallo-bruna dal sapore amaro. Questa sostanza, molto delicata viene protetta dalla luce e dall’umidità per non alterarne le sue qualità. Viene prima essiccata con aria calda, pressata ed arricchita con lo zolfo.
Lieviti: Microorganismi che trasformano gli zuccheri in alcol ed anidride carbonica e che fanno sì che la birra fermenti. Per la birra si utilizzano due tipi di lieviti, il primo è il Saccharomyces carlsbergensis, utilizzato per le birre a bassa fermentazione, Il secondo è il Saccharomyces cerevisiae, utilizzato per le birre ad alta fermentazione. Esistono anche delle rare eccezioni, nelle quali i lieviti non vengono utilizzati; sono birre di frumento cui la fermentazione awiene spontaneamente al contatto con l’aria.
La produzione del malto:
I chicchi d’orzo si fanno germogliare, mettendoli a bagno in acqua in modo da sviluppare gli enzimi, che faranno poi in modo di trasformare l’amido in zuccheri solubili in acqua. Dopo mezza giornata, l’orzo viene tolto dall’acqua e lasciato all’aria dal le sei alle dodici ore, dopodiché viene immerso per altre ventiquattr’ore. Dopo questa fase viene fatto riposare all’aria per 516 giorni, periodo nel quale i semi germogliano e gli amidi si trasformano in maltosio e destrine. Quando i germogli misurano i 3/4 della lunghezza del chicco, la germinazione viene interrotta, in modo che gli zuccheri (indispensabili per la trasformazione in alcol) non vadano persi. Il malto viene poi essiccato in forni per due giorni.
Questo processo, a seconda della modalità, permette di formare diversi tipi di malto:
quello più scuro, avrà note di tostatura, mentre quello più chiaro avrà sapori più freschi. L’orzo, (maltato) viene macinato divenendo una farina che viene diluita in acqua calda (masch); mescolato il tuffo in una caldaia si ha il mosto. Questo viene messo in un’altra caldaia con il luppolo e si porta il tutto ad ebollizione. Raffreddato viene posto in vasche dove inizia la fermentazione, grazie all’aggiunta di lieviti.